CONFERENZA STAMPA BEE MOVIE
con Renè Zellweger, Jerry Seifeld, Simon J.Smith, Jeffrey Katzenberg

Una bellissima scenografia ci sorprende all’ingresso della sala dell’Hotel DeRussie, dove si svolgerà la conferenza. Non solo addobbi floreali ma perfino le due ragazze addette al microfono vestite da giardinieri.
Oggi saremo in presenza dei protagonisti Renè Zellweger e Jerry Seinfeld – che è anche autore della storia – il regista Simon Jay Smith e il produttore della DreamWorks Jeffrey Kaztenberg.

conferenza bee movie Questo film è una commedia sorprendente, diverso dal solito, si respirano atmosfere moderne. Avete lavorato in modo differente, c’è stata maggiore interazione? In questi ultimi anni è scoppiata una sorta di ossessione del 3D, nel 2009 quasi tutti i film saranno tridimensionali, ma in Europa non tutte le sale possono ancora trasmettere i film in digitale, perderemo qualcosa o sarà necessaria una rivoluzione tecnologica anche dei cinema?
Seinfeld: Abbiamo cercato di fare tutto in modo più divertente possibile, dovevamo evocare delle immagini, soprattutto durante le registrazioni siamo ricorsi all’improvvisazione, per esempio nella tazza di caffè anche se con qualche difficoltà perché l’ape faceva i complimenti! (Ride)
Vogliamo fondamentalmente comunicare divertimento, per bambini e genitori.
Kaztenberg: Vorrei dire che il 3D è la cosa più esaltante che ci sia adesso nel cinema, è una rivoluzione pari a quella che ha segnato il passaggio dal bianco e nero al colore, sarà questo che darà il segno di svolta degli ultimi 70 anni. Ci sono sfide che dovranno affrontare i realizzatori e i proprietari di sale cinematografiche dovranno attrezzarsi per ospitare questi film.

Quali sono state le difficoltà tecniche e anche quelle di Renè di trovare la voce giusta per l’ape (la Zellweger non interpreta l’ape, ma “un’umana” si vede che la giornalista aveva visto il film…). Inoltre volevo tornare sull’argomento, perché tutto questo 3D? Tutta questa attenzione a questa nuova tecnologia, cosa porta in più al cinema?
Smith: Una delle maggiori difficoltà è stata la relazione tra l’ape, che è molto piccola, e una persona, che invece è molto più grossa, trovare un modo giusto per rendere la relazione tra i due, che è di tipo emotivo. Anche “riprendere” le api volano a 200 miglia all’ora è stata una difficoltà, mantenere le cineprese che le seguono.
Fondamentalmente il rapporto di scala tra i due protagonisti ed avere le cineprese al momento giusto nel posto giusto.
Zellweger: Ho amato il personaggio di Vanessa e anche il fatto di poterlo interpretare, è una persona dolce, eccentrica, positiva, carina, volevo renderla piacevole, alternativa, cercando di mettere alcune caratteristiche di attrice americane come Ruth Gordon e Lucille Ball, soprattutto evitare di farla sembrare troppo casalinga e sicuramente sono riuscita a farlo!

Per Renè è la prima esperienza del genere, ha trovato difficoltà? Quali? E quali cartoni le piacevano da bambina?
Renè: Veramente è la seconda esperienza, avevo fatto Shark’s Tales, è stato anche presentato a Venezia. Mi sono molto divertita, parlare con Jerry nella stanza dove registravamo, su come portare avanti il progetto, è stato molto creativo, diverso dalla prima volta, la persona che aveva creato tutto era nella stanza e passavamo da testo ad interpretazione direttamente, sicuramente è stato un tipo di esperienza molto più ricca, più divertente, forse meno per gli Studios che pagavano le nostre risate, ma certamente più difficile di un film “reale” perché non si possono usare tutti i trucchi, set, costumi, cineprese, non devi affrontare il pubblico, devi mettere alla prova la capacità comica, l’immaginazione.
Quando ero piccola non mi permettevano di guardare molto la tv, mi piaceva Beep Beep, quando ero all’università però facevano un festival dell’animazione, proiettavano i film proprio sotto la mia stanza, c’erano molti film indipendenti, tra l’altro è stato questo l’impulso per il quale sono diventata attrice. Per quel che riguarda dell’animazione mi sono innamorata del ceco Poier.

Volevo sapere quali sono i film d’animazione della Disney che riguarda e che farebbe rivedere ai suoi figli. Inoltre sono colpita dal fatto che di solito le api sono quel genere di insetti che si odiano, dopo aver visto questo film invece le adori, lei che rapporto ha con le api?
Zellweger: Le api Jerry le ha rappresentate bene, diciamo che con loro ho un rapporto del tipo che ognuno fa quello che vuole. I cartoni Disney mi piacciono tutti, attualmente guardo un canale della tv via cavo che ne trasmette di assurdi, pieni di umorismo, strani, disgustosi, tra i miei preferiti ci sono “I Griffin” ed “I Simpson” che hanno veramente portato la comunicazione televisiva ad un livello superiore, hanno preso una direzione totalmente opposta rispetto ai soliti media.

conferenza bee movie Signor Seinfeld se abbiamo letto bene per molto tempo è stato cercato per lavorare ad un cartoon. Perché ha aspettato così tanto e cosa l’ha spinta a scegliere questo progetto, e perché le api?
Seinfeld: Mi piacciono le api perché fanno una vita simpatica, sono piccoli jet a righe gialle e nere che volano cercando fiori e miele.
Geoffrey mi aveva offerto di fare la voce per altri cartoni animati, però sono un attore e preferirei essere alla guida di un bus che cade da un molo, piuttosto che dare la voce a qualcosa che non viene da me, che non partecipa alla mia creatività.

Avrei due curiosità, volevo chiedere al regista l’apporto effettivo dato di Ray Liotta e Sting nell’interpretare se stessi facendosi da soli la parodia ed al signor Katzenberg cosa ne pensa Spielberg del film visto che appare in uno dei trailer duettando con l’ape.
Smith: sicuramente è stato molto divertente, ci siamo divertiti a trovare il modo giusto per rendere i loro personaggi.
Katzenberg: in una parola entusiasta, l’idea è nata da un incontro tra Jerry e Steven a cena, lui ha partecipato a tutte le fasi del film, ci ha dato il suo appoggio e il suo entusiasmo è stato confermato a fine realizzazione

Volevo sapere da voi, e soprattutto da chi ha scritto il film, un commento sullo sciopero degli autori.
Katzenberg: non abbiamo una conoscenza sufficiente della questione, il mondo animazione possiede un suo sindacato separato al quale aderiamo tutti e non è coinvolto con le agitazioni in atto.

I film di animazione sono i più visti in assoluto, come si spiega questo fenomeno? Quante copie verranno distribuite?
Il film verrà distribuito in 400 copie.
Katzenberg: I Film animati sono così popolari perché raccontano meglio le storie che vengono portate sullo schermo, 2 o 3 dei 10 film più popolari degli ultimi anni sono di animazione, si sono avvalsi di grandi talenti creativi, lo sforzo che c’è dietro è stato riconosciuto dal pubblico.
Al film hanno lavorato 400 persone per 4 anni, c’è voluto tanto tanto lavoro per realizzarlo.

conferenza bee movie Sul set c’era un esperto di api? Quanto vi siete documentati sull’argomento? Perché c’è tanto interesse nel 3D, qual’è la cosa più difficile e quale sarà il futuro?
Seinfeld: non avevamo esperti di api perché non esistono esperti di api parlanti, ci siamo inventati tutte le regole.
Katzenberg: Esiste una nuova generazione di strumenti digitali.
C’è un luogo comune, un’immagine vale 1000 parole, una 3D ne vale 3000.
E’ difficile descrivere l’esperienza del tridimensionale, quando lo sperimenterete rimarrete senza fiato, passerete da una posizione esterna al film a poter entrare nell’immagine e nella storia. Negli ultimi 18 mesi le tecnologie hanno fatto ulteriori grandi passi avanti.
Vi do un ulteriore spunto di riflessione, coloro che hanno usato le tecnologie possibili negli ultimi 25 anni già usano la tecnologia tridimensionale e queste persone si chiamano Spielberg, Lucas, Zemeckis, Cameron, tutti grandi talenti del cinema mondiale.

I classici della Walt Disney, non fanno parte del suo percorso da bambina? E dove la rivedremo?
Zellweger: ovviamente come ogni bambino fanno parte del mio background, sono stata molto impegnata, dopo le api sono pronta con “Leatherhead”, “Case 39” con Clooney e “Appaloosa” diretto da Ed Harris.
Resoconto e Foto: Sabrina Lugetti - 18/12/2007
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