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UDINE - FAR EAST FILM 9

Se siete di passaggio a Udine in Aprile,non perdetevi il Far East Film Festival, da anni apprezzatissima vetrina internazionale di film made in oriente

LA CINA è VICINA
(Lasciateci contrarre la febbre gialla).

Tra gli 8 titoli made in China presentati quest'anno a Udine, spicca l'emozionante "One Summer with you" di Xie Dong. Davvero ci auguriamo che possa infettare con la sua bellezza quanti più schermi possibili, nel mondo (ipotesi probabile) e in Italia (fantapolitica).
Per far si che questo sia possibile ci affidiamo all'esplosione attuale del cinema asiatico, e cinese in particolare, portatore sano di un interessantissimo linguaggio, in grado di rielaborare ciò che resta dei generi e delle derive più o meno autoriali, in rotta ormai verso la banalità.
Xie Dong ,forte di esperienze maturate accanto al maestro Yimou come aiuto regista, con questo film prosegue la trilogia iniziata con "The Coldest Age" (2004) dedicata all'amore e dintorni.

One Summer with you
Ambientato in un paese montano negli anni 80, coglie con dolcezza quasi rarefatta l'intensità del passaggio della Linea d'ombra di conradiana memoria.
I due giovani protagonisti, i liceali Hongwei e Mingxin sono in un conflitto di amorosi e adolescenziali sensi.
Si cercano, si distaccano, si inibiscono per effetto dell'incomunicabilità umana e per cicatrici familiari passate. Sul tutto incombe l'ansia per il futuro: partire o restare?
Possibilmente partire lontano da quel tedioso angolo di provincia. In uno stile mite e muto, dalle pazienti riprese, il regista ci sospende delicatamente sul limbo tra gioventù ed età adulta, anche della Cina stessa. Un Paese colto nel suo affacciarsi al futuro post capitalista e globalizzato.
Che si parti o che si resti, in entrambi i casi è impossibile restare immuni dalla malinconia.

DAL GIAPPONE CON FURORE."MEMORIES OF MATSUKO"
NAKASHIMA TETSUYA regista di moltissimi spot,videoclip, film per la tv, è famoso all'estero per "Kamikaze Girls" (2005). Nel 2006 ottiene il massimo plauso (soprattutto al botteghino) con "Memories Of Matsuko", presente al far east film di Udine quest'anno. E’ difficile abbandonare il ritmo coinvolgente che anima spot e videoclip, se poi lo hai fatto per anni ad alti livelli l’influenza si fa sentire. Il film è un delirio. Suoni ,colori e surreali miscugli tra i generi (tra melò e commedia brillante).

Tetsuya prende spunto dal best seller di Yomada Muneki ("Matsuko",appunto) per raccontare le ascese, le cadute e la morte di una donna dalla vita intensa, alla perenne (e sfortunata) ricerca dell'amore. Il tutto è narrativamente ottenuto tramite i ricordi del nipote di Matsuko, che ne ripulisce l'appartamento dopo la morte. Senza mai abbandonare il taglio dissacrante, il regista rende pietosamente adorabile il personaggio femminile: così verosimilmente amaro; così appassionato della vita pur vivendo infauste esperienze. Astenersi dalla visione casalinghe disperate che vogliono esclusivamente commuoversi.

A BATTLE OF WITS di Jacob Cheung. L'EPICA made HONG KONG

CHEUNG, già regista di "Cageman"(1992) e "Intimates"(1997), sforna ora un filmone epico dal cast e dalla produzione imponente. Ispirato al manga "Bokkou", narra le vicende di una città-regno nella Cina del 370 A.C., Liang, assediata dall'esercito di Zhao. Sarà un monaco,Ge-li (un affascinante Andy lau), seguace del pensiero di Mo-tsu, a tentare di salvare Liang con una strategia difensiva ispirata ai principi pacifici( o pacifisti?) della sua filosofia. Il fasto delle scenografie, dei costumi, degli spazi brulli e desertici d'accampamento e battaglia, può forse evocare stilemi triti e ritriti di genere. Tuttavia il regista lascia ampi spazi alla caratterizzazione psicologica dei personaggi e alla logica dei giochi di potere sviscerata da certa grandiosità epica fine a se stessa.


Si è concluso il festival e vi rimandiamo al sito per conoscere vincitori e vinti e per i vostri je accuse riguardo qualche film secondo voi ingiustamente incensato.
Anyway, vi sconsigliamo caldamente:
"THE SLIT-MOUTHED WOMAN" di Shiraishi Koji. OVVERO: QUANDO L'HORROR FA (DE)RIDERE.
Evitate questo pseudo-horror come evitereste l'esame di economia Politica, o come il vaiolo, che tanto è uguale.

Il regista giapponese ha le idee un po'confuse su suspence,ombre e mostri. Un inutile film tratto da una di quelle favolette nere che i bambini si raccontano durante la ricreazione.
Stavolta è il turno della leggenda della donna dalla bocca tagliata (paura eh?)che rapisce e mutila fanciulli.
Koji vorrebbe trattare la complessità del rapporto madre-figlio, dei labirinti della mente, delle presenze del male.
Appunto, vorrebbe.


Un'opera sempre targata Giappone ma molto più interessante è:
"STRAWBERRY SHORTCAKES" di Yazaki Hitoshi.
La storia gira attorno a 4 donne in cerca d'autore. Una illustratrice di libri, una segretaria per ragazze squillo, una squillo vanamente innamorata e un’impiegata che annota sul diario shopping deludente e ambizioni matrimoniali.
Attorno a loro maschi come tanti (cioè idioti per definizione)e tanti sogni che provano timidamente a far schiudere.

I dolcetti del titolo sono una saporita metafora di un futuro più ameno, dove poter schivare con maggiore consapevolezza la solitudine.
Hitoshi, che molti forse ricorderanno per il film "March Comes in Like a Lion" (1992) presentato in moltissimi festival around the world, rimanda a quel tono sommesso,apparentemente leggero, amaramente ironico dell'inglese Mike Leigh,almeno per quanto riguarda film come "Ragazze" e "Segreti e Bugie".
Lontano dal mood pirotecnico di "Sex & the city", è un film intenso a cui, forse, avrebbe giovato qualche sforbiciata alla sceneggiatura(se proprio vogliamo trovare un difetto a tutti i costi..)

Natasha Ceci - 05/05/2007
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