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GOLDRAKE: DIRITTI E ROVESCI

Tutti gli eventi che hanno segnato la Storia dell'Uomo sono identificati da una data: 12 ottobre 1492; 14 luglio 1789; 4 agosto 1945, solo per fare qualche esempio; ma ci sono date che ricordano eventi piccoli, per i quali non si scomodano certo gli storici, ma che lo stesso segnano la vita di alcuni uomini, che quell'evento l'hanno vissuto in prima persona. Il primo bacio, il primo concerto del proprio artista preferito e così via segnano la vita di ognuno di noi. C'è però una data, verso la fine del secolo scorso che ha segnato un'intera generazione, una data che anche i sociologi riconosco fondamentale nella creazione di un fenomeno che, quel giorno, nessuno immaginava sarebbe diventato tale. Quel giorno è il 4 aprile 1978. Alle date e agli eventi è generalmente associato il nome di chi l'evento l'ha causato, favorito, o in ogni caso vi ha preso parte. Il nome che si lega indissolubilmente alla nostra data è quello di Nicoletta Artom. Curatrice del programma RAI Gli Eroi di Cartone e dalla mentalità aperta e professionale scopre che sulla TV francese (Antenne 2, per la precisione), si trasmette un cartone animato notevolmente fuori degli schemi cui il pubblico italiano era abituato. Di produzione giapponese, presentava immagini dal taglio cinematografico, colori brillanti, animazione innovativa per i canoni europei dell'epoca e, soprattutto, una trama in continua evoluzione, con personaggi non stereotipati, ma dotati di caratteri davvero "umani", preda quindi di sentimenti, a volte estremi, e sempre in evoluzione. Particolare non secondario, l'ambientazione fantascientifica che vedeva il pilota di un imponente robot proveniente da un altro pianeta combattere al fianco dei terrestri contro un esercito di invasione alieno. Il titolo della serie era UFO Robot Grendizer, ribattezzato in Italia Goldrake.

Non era certo il primo prodotto di animazione che giungeva nel nostro Paese dal lontano oriente, il primo in assoluto fu addirittura "Hakujaden" (La Leggenda del Serpente Bianco), primo lungometraggio giapponese di animazione a colori, datato 1958 e trasmesso dalla RAI alla fine degli anni '60. Ad esso fecero seguito, sporadicamente, altri film, e soprattutto, dalla metà degli anni '70 le prime serie televisive, tutte frutto di coproduzioni con gli europei: Chiisana Viking Vikke (Vicky il Vichingo); Alpes no Shojo Heidi (Heidi) e Barbapapa (La Famiglia Barbapapà), che iniziano a farsi apprezzare dal giovane pubblico di quegli anni e a far conoscere, se non nel nome almeno nel tratto, il nome di quello che, oggi, è l'unico autore giapponese di animazione conosciuto anche dai non appassionati: Hayao Miyazaki. La cosiddetta "invasione nipponica" ha però proprio in UFO Robot Grendizer il suo alfiere; complice lo sviluppo dell'emittenza televisiva privata, i magazzini delle case di produzione nipponiche sono letteralmente saccheggiati, grazie anche al costo relativamente basso dei diritti. Ed è proprio qui che iniziano a nascere i primi problemi. Dopo un primo momento di comprensibile smarrimento e, forse, di esaltazione per i numerosi affari conclusi, i manager giapponesi iniziano a stipulare contratti più rigidi, che prevedono la scadenza dei diritti ben prima dei cinque anni canonici. Una delle vittime di questa politica è Kido Senshi Gundam, trasmesso legalmente al suo primo passaggio, ma dimenticandosi di avvisare, e pagare, i giapponesi al momento delle repliche, cosicché abbiamo dovuto aspettare più di vent'anni per rivederlo in TV (e sappiamo tutti con quali risultati…).

Anche Goldrake, dopo essere stato spremuto ben bene, poiché la RAI aveva un contratto relativo anche allo sfruttamento commerciale dei personaggi della serie, sarebbe dovuto tornare nelle mani dei suoi creatori e produttori, nel Paese del Sol Levante. E qui iniziano i misteri. Dopo anni di oblio, nei quali il cartone animato robotico sembrava essere stato bandito dalle emittenti italiane a favore di maghette di vario tipo e qualche rara serie di avventura, ecco ritornare, verso al metà degli anni '90 tutti i personaggi che, per quelli che iniziavano in quegli anni a trasformarsi in qualcosa di più di semplici appassionati, rappresentavano il primo amore. Iniziarono quindi a fare nuovamente capolino sulle emittenti private locali numerose serie di azione e fantascienza, soprattutto quelle tratte dai personaggi di Nagai, il "papà" di Goldrake, Mazinga e tanti altri, dando il via ad una serie di tamtam: a Roma fanno Il Grande Mazinga, a Firenze Devilman e così via. La maggior parte di queste serie redivive era presentata dalla Doro TV Merchandising che, evidentemente, ne aveva negli anni acquistato i diritti di trasmissione dal Giappone e dalle società detentrici quelli sul doppiaggio italiano. Già perché le serie erano presentate con le storiche voci che tutti ormai associavano a quei personaggi. La gioia infantile di poter rivedere finalmente gli eroi con i quali molti di noi erano cresciuti fu pian piano rovinata da una serie di voci, indiscrezioni, grida di "al ladro". È questa infatti l'accusa che sembra piovere dall'alto: i diritti sono scaduti, Goldrake, e tutti i suoi fratelli nati dalla fantasia di Go Nagai devono tornare al loro legittimo proprietario che deciderà come e a chi cedere nuovamente i diritti. Ineccepibile, considerando anche il fatto che ormai i master italiani datavano quasi vent'anni e denunciavano segni evidenti di vecchiaia. Inizia però uno scontro, ad oggi apparentemente irrisolto, tra i detentori dei diritti delle serie nagaiane e i corrispettivi detentori delle colonne audio italiane, il doppiaggio per capirsi.

Sebbene, infatti, negli anni, il mondo degli appassionati di animazione giapponese sia sempre più popolato di puristi (tra i quali mi colloco anch'io) che pretendono una traduzione, un adattamento ed un doppiaggio il più possibile vicini all'originale nei nomi dei personaggi, dei colpi e così via, nessuno nega il valore dei cosiddetti "doppiaggi storici", realizzati in tempi in cui non ci preoccupava se a un personaggio si cambiava nome o se si adattava, a volte male, il significato di qualche tipica festività giapponese, l'importante era tirar fuori un prodotto che piacesse ad un pubblico meno smaliziato di quello di oggi. Ebbene, sembra che riuscire a salvare capra e cavoli sia un impresa di una difficoltà tale che a confronto anche la finanziaria diventa un gioco da ragazzi. Da un lato sembra impossibile capire chi sia reale detentore dei diritti dei vari doppiaggi, in particolare di quello di Goldrake. Ci sono stati giorni in cui sembrava che fosse di tutti e di nessuno, così, mentre i fan continuavano a chiedere che la nuova edizione in dvd, annunciata ormai da tre/quattro anni, prevedesse anche il doppiaggio storico, coloro che dovrebbero pubblicarla si sbrigano ad annunciare un cast tutto nuovo, lamentando che chi ha i diritti dell'audio italiano è un cattivone che vuole tanti soldi, mentre dall'altra parte ci si lamenta che chi ha i diritti della serie non sia serio (…) e allora col cavolo che gli do il doppiaggio.

Si scopre però che forse, in realtà, questi signori il doppiaggio non ce l'hanno, allora chi ce l'ha, Tizio? No. Caio? No, anche perché non esiste più. Sempronio? Forse sì, forse no, forse boh! E così fioriscono ottime edizioni amatoriali con video presi dai dvd originali giapponesi e l'audio riversato e restaurato dalle vecchie vhs che tutti abbiamo registrato a suo tempo, consci che non ne avrebbero mai pubblicato un'edizione home video decente. Girando sui vari siti di aste on-line è facile imbattersi in cofanetti che presentano serie come Goldrake, Il Grande Mazinga o Jeeg in dvd. Addirittura iniziano a girare anche quelli con il doppio audio Italiano/Giapponese. I padroni del vapore urlano, strepitano, si insultano e intanto i fan italiani provvedono da soli, oltretutto rischiando, visto che l'opera amatoriale è sempre ad un passo dall'illegalità. Insomma, a questo punto posso solo appellarmi al buon senso di tutti coloro che si trovano coinvolti in questa vicenda tipicamente italiota: ragazzi si tratta solo di rimboccarsi le maniche, sedersi a tavolino e capire che i cofanetti di Goldrake si vendono con l'audio nuovo, si vendono bene con l'audio vecchio, si vendono ottimamente con entrambi e ci si può guadagnare tutti, fan, produttori, distributori, negozianti. Più fate passare più migliorerà la qualità delle opere amatoriali, arrivando al punto che non avrà più senso, tranne per il collezionista vero, acquistare gli originali.

I nomi delle società coinvolte sono stati volutamente omessi in quanto risaputi e, ovviamente, a tutela mia e del sito che mi ospita.

Carlo Barlesi- 30/05/2006
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